«Caritas Polska mi ha aiutato, e oggi sono io ad aiutare gli altri». A parlare è Garabet Avedissian, originario di Aleppo, oggi responsabile delle relazioni con i donatori del programma «Una famiglia per un’altra famiglia» in Siria. Racconta la sua storia e spiega come il programma aiuti i siriani a superare le conseguenze della guerra e le difficoltà della grave crisi economica.

Dieci anni fa, quando è stato avviato il progetto «Una famiglia per un’altra famiglia», Garabet era uno dei suoi beneficiari. Ricorda che allora ad Aleppo, la città in cui vive fin dalla nascita, era ancora in corso la guerra. I bombardamenti erano frequenti e mancava tutto: cibo, vestiti ed elettricità. Garabet era uno studente. Poiché sua madre era vedova e doveva crescere da sola i figli, la famiglia era stata inserita nel programma di assistenza «Una famiglia per un’altra famiglia».

«Ricordo molto bene che ogni mese ricevevamo un aiuto economico attraverso Caritas e la Chiesa. Grazie a questo sostegno sono riuscito a terminare gli studi. Oggi, invece, sono io stesso uno dei responsabili del programma “Una famiglia per un’altra famiglia”», racconta Garabet.

La guerra è finita, ma i problemi restano

Garabet sottolinea che, nonostante il conflitto armato in Siria sia entrato in una nuova fase dopo la caduta del precedente regime, la crisi è tutt’altro che superata. La situazione sul piano della sicurezza è migliorata, ma le condizioni di vita di milioni di famiglie siriane non sono cambiate.

«Molte famiglie non riescono a garantire ai propri figli nemmeno il soddisfacimento dei bisogni più elementari. Di conseguenza, tanti giovani che si sposano rinunciano ad avere figli, perché ritengono di non poterselo permettere. Altri, per lo stesso motivo, hanno paura di mettere su famiglia. Tutti, e soprattutto i giovani, vivono in una condizione di profonda incertezza», spiega Garabet, ricordando quanto sia ancora urgente il bisogno di aiuto.

«Quando ci uniamo e lavoriamo insieme per aiutare gli altri, sappiamo che Dio è dalla nostra parte», afferma Garabet. (Una famiglia per un’altra famiglia)

La priorità è ritrovare stabilità

Come spiega Garabet, «destiniamo gli aiuti economici soprattutto agli anziani, alle persone con disabilità e alle vedove. Ai giovani, invece, attraverso il programma “Una famiglia per un’altra famiglia”, offriamo piccoli contributi per avviare un’attività in proprio. Vogliamo aiutarli a ritrovare un senso di stabilità. Desideriamo che possano lavorare in Siria, nei luoghi in cui sono nati e cresciuti, e impegnarsi autonomamente per garantirsi un reddito».

«Finora abbiamo finanziato in Siria migliaia di iniziative. Si tratta di progetti che cambiano concretamente la vita delle persone. Per questo siamo profondamente grati a Caritas per il suo sostegno, per l’aiuto che ci offre e per l’impegno di tutti i donatori», aggiunge.

Un piccolo gregge di pecore per ricominciare

A titolo di esempio, Garabet racconta la storia di un giovane che, terminata la guerra, è tornato a Idlib e ha trovato la propria casa ridotta in macerie. Ha ricevuto un aiuto sotto forma di alcune pecore. Oggi si dedica all’allevamento e sta ricostruendo, passo dopo passo, la propria vita.

«Ci mostrava le sue pecore e diceva: “Bene, ora sono tornato. Questa è la mia fattoria, questa è la fattoria della mia famiglia. Lavorerò, ricostruirò la mia casa, mi sposerò e avrò dei figli qui”».

Il nostro aiuto è opera di Dio

In conclusione, Garabet racconta che «ogni volta che ci riuniamo per aiutare altre persone e vediamo i risultati del nostro lavoro, qualcosa cambia profondamente nei nostri cuori».

«Ricordo anche le parole del nostro direttore: “Quello che facciamo in Siria non è soltanto un’opera umanitaria. È un’opera di Dio, che realizziamo per aiutare le nostre comunità”. Quando ci uniamo e lavoriamo insieme per aiutare gli altri, sappiamo che Dio è dalla nostra parte. Per questo non perdiamo la speranza», sottolinea.

Garabet Avedissian è stato uno dei partecipanti al Forum della Solidarietà, organizzato da Caritas Polska a Varsavia e rivolto a donatori, sponsor, collaboratori e amici della più grande organizzazione caritativa cattolica della Polonia.

Family News Service / Piotr Kowalczuk

Foto Rodzina Rodzinie

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