Si è svolto a Varsavia il Forum internazionale della Solidarietà, l’appuntamento annuale che riunisce donatori, partner, esperti e operatori di Caritas Polonia. Al centro dei lavori, le sfide dell’assistenza umanitaria, con particolare attenzione agli aiuti alimentari in Polonia e alla cooperazione allo sviluppo nei Paesi del Sud globale.

Una festa della solidarietà

Ad accogliere i partecipanti è stato padre Janusz Majda, direttore di Caritas Polonia.
«Vorrei innanzitutto ringraziare i nostri donatori, partner e amici per essere al nostro fianco ogni giorno e per sostenere il lavoro che svolgiamo», ha dichiarato.

Padre Majda ha sottolineato che, grazie alla generosità dei sostenitori, il Forum della Solidarietà si è trasformato, di fatto, in una vera e propria festa del bene.

Si affievolisce il senso di comunità

Ospite d’onore del Forum è stato il cardinale Kazimierz Nycz, che nel suo intervento ha richiamato l’attenzione su una contraddizione della società contemporanea: si vive sempre più a lungo, ma cresce costantemente il numero delle persone che necessitano di assistenza.

La Polonia, inoltre, sta attraversando una crisi demografica: ogni anno nascono circa 220.000 bambini, mentre 450.000 persone muoiono.

Il cardinale ha osservato che la civiltà contemporanea è sempre più individualista e che il senso di comunità si sta progressivamente indebolendo. Di conseguenza, molte persone finiscono per pensare soltanto a se stesse, senza accorgersi di chi ha bisogno di aiuto.

«La dottrina sociale della Chiesa è chiara e radicale: se una persona si trova in una situazione di estremo bisogno, ha il diritto di prendere ciò di cui necessita dai beni comuni, e questo non costituisce un furto. È un suo diritto», ha affermato.
Il cardinale ha quindi ringraziato donatori e partner, sottolineando che «Caritas fa molto bene, ma soprattutto grazie a voi».

Nepal: prepararsi alle catastrofi naturali

Il Forum ha poi dato spazio alle testimonianze di monsignor Silas Bogati, presidente di Caritas Nepal e amministratore apostolico del Vicariato apostolico del Nepal, e di Pragya Maharian, coordinatrice di progetto di Caritas. I due ospiti hanno condiviso la loro esperienza del devastante terremoto che colpì il Nepal nel 2015, provocando quasi 9.000 vittime.
Entrambi hanno evidenziato quanto sia fondamentale preparare alle emergenze sia le squadre di soccorso sia le comunità locali. Da undici anni Caritas Nepal organizza regolarmente attività di formazione e ha contribuito alla creazione di comitati locali per la gestione delle emergenze.

Nonostante il Nepal conti circa 29 milioni di abitanti, di cui soltanto 10.000 cattolici, l’intervento di Caritas Nepal ha raggiunto dimensioni significative, anche grazie alla collaborazione con organizzazioni partner come Caritas Polonia.

Famiglia per famiglia

Ampio spazio è stato dedicato al programma Famiglia per famiglia (Family to Family) di Caritas Polonia, un’iniziativa che ha dato risultati significativi.

Il progetto è nato nel 2016 in risposta all’appello di papa Francesco a sostenere le vittime del conflitto in Siria.

«Da allora abbiamo aiutato 60.000 famiglie e finanziato 2.000 microimprese», ha spiegato Magda Janiszewska, esperta di progetti internazionali di Caritas Polonia. «Il valore complessivo degli aiuti ha superato i 130 milioni di zloty.

«Attualmente sosteniamo famiglie in quattro Paesi: Libano, Siria, Palestina e Ucraina. A dieci anni dall’avvio del programma, continuiamo ad aiutare migliaia di famiglie grazie alla collaborazione con oltre 1.500 parrocchie in Polonia e al contributo di donatori individuali».

Due forme di aiuto, un unico obiettivo

Il programma prevede due modalità di sostegno, accomunate da un unico obiettivo: restituire alle persone autonomia e la possibilità di vivere dignitosamente.

La prima consiste nell’erogazione di contributi economici diretti. Ogni mese le famiglie ricevono una somma di denaro e possono decidere autonomamente come utilizzarla, in base alle proprie necessità.

La seconda modalità prevede il sostegno alle microimprese. Delle oltre 1.000 piccole attività avviate grazie al programma, l’86% è ancora operativo. Si tratta, tra gli altri, di officine meccaniche, negozi di alimentari, panifici e centri estetici.
In molti casi, le microimprese avviate grazie al progetto riescono a crescere progressivamente e ad assumere lavoratori del posto, contribuendo così allo sviluppo dell’economia locale.

Janiszewska ha sottolineato che i benefici non riguardano soltanto gli imprenditori e le loro famiglie.
«Questo sostegno non aiuta soltanto i microimprenditori e i loro familiari, ma contribuisce anche alla ricostruzione delle comunità locali, come nel caso della Cisgiordania, che ho visitato recentemente», ha affermato.

Il Forum si è concluso con un concerto della cantante polacca Krystyna Prońko.

foto Caritas Polska

Family News Service / Piotr Kowalczuk

 

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