Il 29 settembre si è celebrata la Giornata internazionale di sensibilizzazione contro la perdita e lo spreco alimentare. In Polonia, il programma „Dispensa Caritas” affronta il problema a entrambe le estremità della filiera alimentare: recuperando il cibo che altrimenti andrebbe sprecato e assicurandosi che raggiunga le persone che ne hanno più bisogno.

Le cifre sono allarmanti: ogni anno in tutto il mondo si sprecano ben 1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile. Ciò equivale a circa un terzo di tutto il cibo prodotto, una quantità sufficiente a sfamare fino a 2 miliardi di persone e, in teoria, a dare un contributo significativo all’eliminazione della fame. Nella sola Polonia, quasi 5 milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno, pari a circa 126 chilogrammi a persona.

Recupero e aiuto: come funziona la Dispensa Caritas

Il programma „Dispensa Caritas” è gestito da nove anni dalle organizzazioni diocesane Caritas in collaborazione con i distributori di cibo. Gli alimenti con una breve durata di conservazione residua vengono raccolti da grossisti, supermercati e altri negozi prima che vadano sprecati. Vengono poi trasportati rapidamente e distribuiti alle persone bisognose.
Entro il 2025, oltre 45.000 tonnellate di cibo, per un valore stimato di circa 575 milioni di PLN, erano state recuperate e distribuite ai beneficiari di Caritas. Solo nel 2025, il personale e i volontari di Caritas hanno raccolto e distribuito circa 6.000 tonnellate di prodotti alimentari.

L’operazione richiede velocità e stretto coordinamento. In molti casi, chi implementa il programma ha solo 24 ore per raccogliere il cibo e consegnarlo alle persone che ne hanno bisogno. Sono supportati da circa 1.500 volontari che contribuiscono a garantire che il cibo raggiunga la sua destinazione anziché finire nella spazzatura.

Le mense di Caritas accolgono i bisognosi

Il cibo recuperato attraverso il programma è anche un’importante fonte di sostegno per le mense di Caritas, che forniscono diversi milioni di pasti caldi gratuiti ogni anno. Diverse migliaia di persone utilizzano quotidianamente queste strutture, mentre circa 1.500 persone ricevono pacchi alimentari ogni giorno.

Attualmente, in Polonia operano oltre 70 mense Caritas. In media, ciascuna serve tra le 100 e le 350 persone al giorno, mentre le strutture più grandi possono fornire pasti fino a 700 persone.

Tra coloro che si rivolgono a Caritas per chiedere aiuto ci sono persone senza fissa dimora, persone in difficoltà economiche, malati o disoccupati e altre persone in situazioni di vulnerabilità. Negli ultimi anni, Caritas ha anche registrato un numero crescente di anziani che vivono sull’orlo della povertà e che cercano assistenza presso le sue mense.

Senza educazione, non ci può essere un cambiamento duraturo

Sebbene il recupero del cibo sia essenziale, Caritas sottolinea che prevenire lo spreco alimentare è altrettanto importante. Le ricerche dimostrano che le famiglie sono responsabili della maggior parte dello spreco alimentare, circa il 60%.

L’educazione è quindi una parte fondamentale degli sforzi di Caritas. I giovani, in particolare quelli tra i 18 e i 34 anni, sono tra coloro che ammettono più frequentemente di sprecare cibo. Lo spreco alimentare è più comune anche tra chi non pianifica i pasti o acquista più cibo di quanto effettivamente necessario.

Per contrastare queste abitudini, Caritas organizza attività educative e laboratori su temi pratici come la pianificazione della spesa, la gestione del bilancio familiare, la corretta conservazione degli alimenti e la preparazione dei pasti utilizzando ingredienti già disponibili in casa.

Tali iniziative vengono realizzate, tra gli altri programmi, attraverso il FEPŻ (Fondo europeo per gli aiuti alimentari). L’obiettivo non è semplicemente ridurre la quantità di cibo che finisce nella spazzatura, ma promuovere una maggiore consapevolezza del valore intrinseco del cibo, non solo in termini economici, ma anche come risorsa da rispettare e condividere con chi ne ha bisogno.

Foto Caritas Polonia

Family News Service / Piotr Kowalczuk

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