Nell’ambito del programma “La famiglia al centro”, in corso dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, almeno 2.500 persone colpite dalle conseguenze della guerra in Ucraina riceveranno sostegno psicologico, terapeutico e riabilitativo.

Affrontare ansia, traumi ed esaurimento

Le famiglie ucraine continuano a dover affrontare le conseguenze psicologiche della guerra, tra cui ansia, traumi, stress prolungato ed esaurimento mentale. Anche i veterani che rientrano dal fronte necessitano di un sostegno specializzato per adattarsi alla vita lontano dal combattimento. Un programma realizzato da Caritas Polonia in collaborazione con il partner locale Caritas-Spes Ucraina è stato concepito per rispondere a queste esigenze.

L’iniziativa continua a essere attuata attraverso quattro Centri specializzati di sostegno alle famiglie, situati a Kharkiv, Žytomyr, Odessa e Kamianets-Podilskyi. I centri offrono assistenza alle persone che vivono le conseguenze della guerra e aiutano le famiglie ad affrontare i cambiamenti provocati dalla separazione, dallo sfollamento, dal conflitto e dal ritorno dei familiari dal fronte.

Ricostruire il senso di sicurezza

I centri combinano interventi di crisi, terapia psicologica, riabilitazione e psicoeducazione. L’obiettivo è aiutare le persone a ritrovare un senso di sicurezza e a ristabilire l’equilibrio emotivo e psicologico dopo esperienze che possono avere conseguenze profonde sia sugli individui sia sulle relazioni familiari.

Il sostegno viene adattato alle circostanze e alle esigenze specifiche di ogni persona e famiglia. Gli adulti che sostengono un pesante carico di responsabilità assistenziali possono partecipare a workshop sulle competenze genitoriali e a gruppi di sostegno. Il programma organizza inoltre ogni mese eventi di integrazione aperti, denominati “Family Day”, offrendo alle famiglie l’opportunità di incontrare altre persone che affrontano difficoltà simili e di rafforzare le proprie reti di sostegno sociale.

I partecipanti ricevono inoltre materiali educativi e terapeutici appositamente sviluppati per aiutarli a comprendere meglio le conseguenze psicologiche e relazionali della guerra.

Ricostruire le relazioni familiari dopo la separazione

L’impatto della guerra non termina quando un veterano torna a casa. La separazione prolungata e l’esperienza del combattimento possono modificare i ruoli e le aspettative all’interno della famiglia, creando talvolta nuove tensioni tra partner, genitori e figli.

“I ruoli all’interno della famiglia cambiano durante la separazione e richiedono una rinegoziazione consapevole. Altrimenti, è facile che entrambe le parti si sentano ferite. Uno dei principali fattori di rischio è il senso di isolamento. Può portare al suicidio. Pertanto, il sostegno deve essere fornito non solo al veterano, ma anche alle persone che gli sono più vicine”, afferma Nina Mocior, esperta di aiuti umanitari e allo sviluppo di Caritas Polonia.

Il programma adotta pertanto un approccio incentrato sulla famiglia, riconoscendo che le conseguenze psicologiche della guerra riguardano non solo coloro che hanno vissuto direttamente l’esperienza del combattimento, ma anche i loro partner, figli, genitori e altri familiari stretti.

Sostegno ai veterani e alle loro famiglie

Il programma “La famiglia al centro” comprende 300 interventi individuali destinati ad almeno 60 veterani, nonché cinque soggiorni terapeutici e riabilitativi della durata di sette giorni per 100 partecipanti, tra veterani e loro familiari.

Il programma mira inoltre a rafforzare l’accesso ai servizi specializzati. Almeno 600 persone saranno inserite in un sistema professionale di invio ai servizi, che le metterà in contatto con specialisti nei settori della medicina, della psichiatria e dell’assistenza legale.

Questo approccio mira a garantire che le persone che affrontano problemi complessi possano accedere alla forma di assistenza più appropriata, anziché affidarsi a un unico tipo di supporto.

Costruire un sistema di supporto multilivello

Nell’agosto del 2026, Nina Mocior ha visitato i Centri di Supporto Familiare in Ucraina, dove ha condotto una formazione specialistica per psicologi e altro personale che lavora con persone colpite da traumi legati alla guerra. Come sottolinea, un’assistenza efficace richiede la cooperazione tra diversi livelli del sistema di supporto: „Un sistema di supporto efficace non può basarsi su una singola istituzione o sul lavoro con una singola persona in isolamento, ma su diversi livelli collaborativi, creando un sistema: assistenza clinica regionale, sostegno economico, centri locali come primo punto di contatto e, soprattutto, lavoro con l’intera famiglia”, afferma Mocior. Il programma, di conseguenza, combina l’assistenza psicologica e clinica professionale con strutture e servizi di supporto locali che rispondono ai bisogni pratici. L’obiettivo è creare una rete in grado di rispondere alle diverse sfide affrontate dalle famiglie colpite dalla guerra.

Sostenere una nuova realtà familiare

L’obiettivo di programmi come „La famiglia al centro” non è semplicemente quello di „riportare” i veterani alla vita che conducevano prima della guerra. Il programma si concentra piuttosto sull’aiutare i veterani e le loro famiglie a integrare l’esperienza della guerra in una nuova realtà e a sviluppare un nuovo senso di identità e di relazioni familiari.
Per molte famiglie, questo significa imparare a gestire i cambiamenti iniziati durante la separazione e proseguiti dopo il ritorno del veterano. Il supporto psicologico è quindi integrato con la riabilitazione, il lavoro familiare, l’istruzione e l’accesso a servizi specialistici.

Un team di 40 specialisti e 12 operatori di supporto, operanti nei quattro centri, si occupa di fornire assistenza alle persone bisognose.

Attraverso questa rete, Caritas Polonia e Caritas-Spes Ucraina si impegnano a garantire che il supporto raggiunga non solo i veterani e le persone direttamente colpite dal trauma, ma anche le famiglie e le comunità che li circondano.

L’attuazione del progetto è supportata dal Ministero degli Affari Esteri polacco.

fot. geralt, pixabay.com

Family News Service / Piotr Kowalczuk

Kontakt