L’arcivescovo Boccardo è giunto a Leopoli per le celebrazioni del 25.mo anniversario della visita di San Giovanni Paolo II. All’epoca ne era stato l’organizzatore per conto della Segreteria di Stato vaticana. Ha inoltre reso omaggio alla memoria dei soldati ucraini caduti, che difendono il proprio Paese dall’aggressione russa.

“Durante la visita al cimitero dei soldati caduti in guerra, sono stato pervaso da un sentimento di tristezza e inquietudine”, ha affermato l’arcivescovo Boccardo, aggiungendo che in precedenza aveva visitato la chiesa della guarnigione, dove ha visto madri e mogli in lutto, con mazzi di fiori in mano e le lacrime agli occhi, giunte per la preghiera quotidiana in memoria dei defunti. In una dichiarazione rilasciata ai media vaticani a Leopoli sull’aggressione russa sono state pronunciate parole dure: “È una tragedia che ferisce questa nazione, ferisce l’Europa, ferisce l’intera umanità, che sperimenta la propria impotenza di fronte alla tirannia di coloro che vogliono esercitare il potere sul mondo attraverso la violenza e l’ingiustizia”.

L’arcivescovo Boccardo ha sottolineato che la pace non può rimanere solo un ideale o uno slogan, ma deve tradursi in azioni concrete: ospitalità reciproca, riconciliazione e solidarietà: “La pace dipende anche da noi. Un luogo segnato dalla sofferenza può diventare anche uno spazio di speranza, perché commemora coloro che hanno dato la vita per gli altri”.

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Family News Service / Piotr Kowalczuk

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