Nei sotterranei della cattedrale di San Floriano, nel quartiere Praga di Varsavia, è aperta al pubblico la più recente mostra del ciclo «Ridipingere il cattolicesimo», dedicata a venti interpretazioni contemporanee della Natività, tema centrale dell’esposizione. L’iniziativa attira sia gli appassionati d’arte sia quanti cercano un momento di raccoglimento spirituale.

Un ritorno alle radici dell’arte

La quarta edizione del progetto «Ridipingere il cattolicesimo» è dedicata al mistero del Natale. In mostra si possono vedere opere, tra le altre, di Jarosław Modzelewski, Ignacy Czwartos, Beata Stankiewicz, Bogna Podbielska, Grzegorz Wnęk e Karolina Żądło. Come sottolinea il curatore, Dariusz Karłowicz di Teologia Polityczna, l’idea di ridare forma all’arte cattolica si espande ogni anno sempre di più.

Il progetto, pensato su un arco di ventun anni, mira a far rivivere la tradizione occidentale della pittura sacra – oggi in declino – e a rinnovare il mecenatismo. «Aumenta il numero dei dipinti, delle città che hanno ospitato le nostre mostre, cresce il gruppo dei collaboratori e degli amici», ha dichiarato Karłowicz all’inaugurazione della quarta edizione, avviata tre anni fa. L’iniziativa prevede di rappresentare venti misteri del Rosario. Finora sono stati realizzati cinquanta quadri: il Cristo Misericordioso, l’Annunciazione e la Visitazione a santa Elisabetta.

Spiritualità e cultura

Gli artisti spiegano che il progetto li spinge a riflettere sugli aspetti umani e teologici fondamentali della Natività, spesso evocando l’infanzia e i ricordi personali. «Questa festa è caratterizzata da un forte rumore commerciale, da un certo caos, dal kitsch, da un miscuglio di dolcezze e artifici. La questione è: come superare tutto questo? Dove trovare uno spiraglio per arrivare all’essenza? Questa è stata una sfida importante», osserva Jarosław Modzelewski.

Modzelewski aggiunge che l’ispirazione decisiva è arrivata durante una lunga attesa al pronto soccorso di un ospedale pediatrico. «Questa esperienza è stata per me illuminante. Il Natale è maternità e paternità: un bambino e i suoi genitori. Oltre al messaggio teologico, ciò che si osserva è una madre, un padre e un bambino nella loro forma più semplice.»

Beata Stankiewicz spiega che inizialmente non sapeva che il suo lavoro avrebbe richiamato la visione di Santa Brigida. Racconta: «Non immaginavo di dipingere opere sacre, pensavo solo che, se avessi rappresentato il Natale, avrei posto Gesù direttamente a terra. Solo dopo ho scoperto che questa scelta era legata alla visione di Santa Brigida, molto diffusa tra il XIV e il XV secolo, la mia epoca artistica preferita». Aggiunge: «Dato che la Natività è uno dei misteri fondamentali del Rosario, la palette doveva essere essenziale, con predominanza di bianco».

Eventi collaterali

La mostra è accompagnata da numerosi incontri e presentazioni: il catalogo, la galleria online, un film e il calendario per il 2026. Il 27 novembre si è tenuta una conferenza del padre Waldemar Chrostowski, professore, che ha proposto una riflessione sulla profondità teologica della Natività di Cristo. Uno dei più eminenti biblisti polacchi ha inoltre illustrato i diversi modelli iconografici della scena della Nascita e il modo in cui il mistero dell’Incarnazione è stato rappresentato e interpretato nei secoli.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 15 gennaio 2026 nei sotterranei della cattedrale di San Floriano (via Floriańska 3). L’ingresso è libero.

Foto dei dipinti: Marek Gardulski

Bogna Podbielska „Adoracja Dzieciątka Jezus”

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